25 Giugno 2026

Progettare una RSA: dal nuovo documento unico della Commissione Multidisciplinare ai requisiti strutturali

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Il nuovo documento unico della Commissione Multidisciplinare

Con il Decreto dirigenziale n. 16935 del 29 luglio 2025, la Regione Toscana ha approvato il Documento regionale unico ad uso della Commissione Multidisciplinare prevista dalla L.R. 41/2005 e dal DPGR 2/R/2018, comprensivo di un’apposita check list per l’istruttoria dei procedimenti di autorizzazione al funzionamento. Un passo verso l’armonizzazione dei controlli sulle strutture sociosanitarie a livello regionale, che uniforma i criteri di verifica applicati dalle diverse commissioni territoriali.

I requisiti minimi strutturali di riferimento

Chi progetta una nuova RSA, un centro diurno o interviene su una struttura esistente deve fare i conti, fin dalle prime fasi, con i requisiti minimi strutturali stabiliti dal DPGR 2/R/2018 (regolamento di attuazione della L.R. 41/2005): dimensionamento e caratteristiche delle camere e degli spazi comuni, superamento delle barriere architettoniche, dotazione di servizi igienici accessibili, percorsi orizzontali e verticali dimensionati per l’utenza non autosufficiente e requisiti impiantistici minimi (climatizzazione, illuminazione, chiamata di emergenza).

Gli altri vincoli tecnici da integrare in fase progettuale

Alla normativa socio-sanitaria si affiancano, in un progetto ben condotto, la prevenzione incendi ai sensi del D.P.R. 151/2011 (le RSA rientrano tra le attività soggette a controllo dei Vigili del Fuoco), i requisiti igienico-sanitari generali, la normativa sugli impianti elettrici e gas medicali ove pertinente, e le disposizioni in materia di efficientamento energetico per gli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione rilevante. La sovrapposizione di questi livelli normativi rende indispensabile un coordinamento stretto tra progettista, direzione sanitaria e consulente per l’accreditamento fin dalla fase preliminare.

Perché coinvolgere il consulente già in fase di progetto

Un errore frequente è affrontare i requisiti di autorizzazione e accreditamento solo a lavori ultimati, quando eventuali non conformità (metrature insufficienti, percorsi non a norma, carenze impiantistiche) comportano varianti costose o, nei casi peggiori, il diniego dell’autorizzazione al funzionamento. Il coinvolgimento di un consulente esperto già nelle fasi di progettazione preliminare e definitiva consente di verificare la coerenza del progetto con i requisiti strutturali, organizzativi e di accreditamento prima che diventino un problema in cantiere.

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